Le opere di don Didimo Mantiero



Lunedì 22 aprile la Scuola di Cultura Cattolica propone un'originale "gita fuori porta" a Isola Vicentina sui luoghi di Romano Guardini. Ecco il programma della giornata:
ore 10:15: ritrovo presso il Santuario di Santa Maria del Cengio
ore 10:30: S. Messa
ore 11:30: passeggiata qui luoghi di Guardini con una breve guida a cura dell'associazione Centro Studi Romano Guardini
ore 13:00: pranzo a sacco presso il convento
ore 15:00: pomeriggio in una vicina area verde

La passeggiata è di 1 km percorribile comodamente a piedi, anche con passeggini. L'evento è adatto alle famiglie e se tiene con qualsiasi tempo (con eventuale rientro dopo il pranzo in caso di pioggia persistente).
Per informazioni è possibile rivolgersi ai contatti indicati nel volantino.


Il Comune dei Giovani organizza per lunedì 22 aprile la classica gita di Pasquetta in Val Tegnarich, località già conosciuta per essere la destinazione dei campeggi estivi. Per chi desiderasse far partecipare i propri figli, le indicazioni sono tutte sul volantino allegato.






Domenica 31 marzo una nutrita delegazione delle Opere don Didimo Mantiero ha partecipato alla Marcia di chiusura del XIII World Congress of families a Verona. Durante la mattinata anche il portavoce del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, Massimo Gandolfini  (ospite a Bassano della Scuola di Cultura Cattolica nell'ottobre 2017 per una conferenza sulle Dat), ha salutato i nostri amici presenti ringraziandoli della testimonianza.
Questo il commento di Gabriele Alessio, presidente del Consiglio delle Opere: «
Il Congresso Mondiale delle famiglie doveva essere un’occasione di riflessione e di approfondimento, ed è diventato il contrario a causa del clamore che lo ha travolto. Le bugie che sono state diffuse nelle settimane precedenti hanno fatto capire che ci ha davvero lavorato il diavolo, che ha in odio la famiglia tanto da concentrarsi su di essa per il suo "ultimo scontro" (così scrisse suor Lucia di Fatima al card. Carlo Caffarra all'indomani della sua nomina per la creazione del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia). Abbiamo espresso una partecipazione che è in linea con la nostra impostazione culturale e la  nostra tradizione. Ne abbiamo avuto conferma grazie ai tanti amici concittadini e non che abbiamo ritrovato a manifestare, alle personalità (oltre a Massimo Gandolfini, a Marco Invernizzi a Gianfranco Amato, abbiamo ritrovato tra i relatori al convegno  Alfredo Mantovano e Mauro Ronco, già nostri ospiti per più incontri a Bassano) e alle altre realtà associative che erano presenti a sostenere la causa. È importante sottolineare questo aspetto, perché gli altri nostri amici e soprattutto anche i nostri giovani, sommersi da una comunicazione ostile alla famiglia, non vedano l'iniziativa con le lenti distorte di chi ha lavorato incessantemente per delegittimare il Convegno e distogliere l'attenzione dal punto centrale: l'essenzialità della famiglia per la società e la necessità di battersi per la sua difesa, unitamente alla difesa della vita dal concepimento al suo ultimo istante. Siamo andati a Verona come Opere don Didimo Mantiero, nonostante forse certe forzature anche politiche e, come abbiamo fatto in passato in tutti i family day, perché siamo convinti che fosse un gesto da fare, un gesto coerente e radicato al nostro carisma e alla nostra storia».


Sarà aperta dal 30 marzo al 7 aprile nella chiesa di San Giovanni in piazza Libertà a Bassano l'esposizione "Vogliamo tutto. 1968-2018", la mostra itinerante presentata al Meeting di Rimini dello scorso anno e portata a Bassano dalle Scuole Paritarie San Giuseppe con la collaborazione del Comune dei Giovani, della Scuola di Cultura Cattolica e da Gioventù Studentesca di Bassano. Sarà un'occasione per rileggere quel periodo storico controverso evidenziandone luci e ombre, senza trascurarne, quindi, anche gli esiti contraddittori sia dal punto di vista culturale che sociale.
La mostra sarà accessibile dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 19:00 con possibilità di guide su prenotazione (per prenotare una guida, contattare lo 0424.509820 o il 328.7167540).
L'inaugurazione si terrà sabato 30 marzo, nella sede della mostra alle ore 18:00 e interverrà il dottore e professore di Storia Contemporanea Pietro Bongiolatti.
L'iniziativa è patrocinata dal Comune di Bassano del Grappa.


Clicca qui per vedere il video

Oggi, se succede qualcosa nel mondo, non solo lo sappiamo in tempo reale, ma viviamo in un contesto di eccesso informativo che sempre più spesso, anziché aiutarci a farci un’idea chiara e a dare un giudizio su un determinato episodio, ci complica le cose. I media e chi li dirige e li governa, in questo senso, hanno delle enormi responsabilità, poiché la scelta della notizia da dare e a quanto risalto darle è loro esclusivo appannaggio. Sulle notizie, o sulle mezze notizie quando non addirittura sulle bugie, infatti, con una certa frequenza vengono imbastite campagne di stampa e di opinione che investono il pubblico e finiscono con il fare cultura. Un solo episodio a titolo di esempio: a metà febbraio è stata diffusa da tutti i mezzi d’informazione la notizia che Gianluca Rana, figlio del più famoso Giovanni patron dei tortellini e attuale dirigente dell’azienda di famiglia, era stato condannato per aver dato del “finocchio” a un dipendente. Ancora oggi, se si digita il suo nome su Google, i primi risultati che compaiono dopo la sua biografia sono i titoli dei giornali che rilanciano la notizia. Purtroppo però le cose non sono andate così, e a premurarsi di farlo notare c’è stato solo Filippo Facci sul quotidiano Libero, che ha rimesso le cose in ordine spiegandone i dettagli. Resta il fatto che nell’immaginario collettivo Gianluca Rana resterà un omofobo discriminatore e verrà ricordato per questo.

Ma oggi, allora, è possibile raggiungere la verità attraverso i media? È la domanda alla quale ha voluto rispondere Sergio Belardinelli, professore di Sociologia all’Università di Bologna, durante la conferenza tenuta per la Scuola di Cultura Cattolica lunedì 4 marzo dal titolo “L’uomo, i media, la verità”. “La verità che viene raccontata dai giornali è ‘possibile’, cioè non può essere completa”, ha esordito Belardinelli. Il motivo è legato al fatto che chi racconta una certa cosa non può non può fare a meno costitutivamente di filtrare quell’esperienza secondo i suoi valori, le sue idee, i suoi giudizi. Se quando si parla di “verità di ragione” il contrario di “vero” è “falso” (chiunque sostenesse che un triangolo ha 5 lati verrebbe a ragione considerato un pazzo), le cose cambiano nel caso di “verità di fatto”, che riguarda la storia degli uomini e la società. “Il contrario della verità di fatto non è il falso – ha quindi spiegato – ma è la menzogna intenzionale”. Il problema dei media, quindi, non è tanto il “pluralismo degli sguardi”, ma il fatto che in più di qualche occasione si usi la menzogna per far valere le proprie ragioni.

“Fino a 20 anni fa più informazione significava più libertà, controllo della realtà, più conoscenza. Oggi non siamo più sicuri che sia così”. Una delle prime cause, secondo Belardinelli, è che “i mezzi di comunicazione non sono più soltanto mezzi nelle nostre mani, ma siamo passati dall’usare il telefono per chiamare qualcuno a chiamare qualcuno per poter usare il telefono”. Il cellulare è diventato ciò che media il nostro rapporto con la realtà al punto che “uno pensa che la rappresentazione della realtà venga prima della realtà stessa. I cellulari sono diventati gli ‘a priori’ che regolano il nostro rapporto con ciò che ci circonda”.

Un discorso analogo si potrebbe fare per il mondo dei social network: “al loro esordio si riteneva che si stessero creando nuove piazze digitali che avrebbero aperto nuovi spazi di democrazia”. Invece si è creata una situazione di autoreferenzialità che gli studiosi chiamano “camere dell’eco”: le informazioni circolano, ma vengono selezionate attraverso algoritmi grazie ai quali ad un utente vengono sottoposte solo notizie che a lui potrebbero interessare o che si riferiscono alla sua esperienza e alle sue abitudini. Così “è come essere di fronte a gente che se la canta e se la suona. La democrazia non avrebbe da guadagnare da una rete fatta così”.

La soluzione non sta nella censura, come alcuni ipotizzano, me nell’educazione: “certi problemi si risolvono nelle scuole e nelle famiglie, tornando alla verità delle cose”. Oggi, però, chi parla più di verità? Non c'è forse parola più screditata e più svuotata di significato. Non sostenerla, tuttavia, sarebbe un errore grave: “escludere la verità dal discorso pubblico significa aprire alla dittatura della maggioranza – ha concluso Belardinelli –. La partita si gioca tornando a parlare non di media, ma di ciò che vogliamo essere noi”.



Sono stati definiti i turni del campeggio estivo organizzato dal Comune dei Giovani. Per informazioni ed iscrizioni è necessario rivolgersi ai contatti indicati nel volantino.


Clicca qui per vedere il video


Famiglia e vita sono state al centro del primo incontro del ciclo primaverile della Scuola di cultura cattolica, che ha visto come relatore il domenicano p. Giorgio Carbone. L’intervento di p. Carbone ha preso le mosse dalla constatazione che tutta la rivelazione biblica è un “mistero nuziale”. “Quando noi siamo chiamati ad esistere – ha affermato – siamo chiamati a partecipare a questo mistero” e non deve stupire che proprio su tale disegno di amore si concentri l’opera distruttiva del Maligno: da qui i continui attacchi alla famiglia e alla vita degli ultimi decenni.

Uno dei grandi meriti dell’enciclica Humanae Vitae di Papa Paolo VI è quello di aver rivelato quale sia il disegno di Dio  sull’amore coniugale, che è una “manifestazione in cui lui e lei vivono il disegno sponsale che Dio ha sull’umanità”.

E quali sono i fini del matrimonio? La generazione dei figli e la comunione degli sposi, dice il catechismo di Pio X. Il fine più alto del sacramento del matrimonio, ha aggiunto Carbone, è la santità dei coniugi. La metafora più appropriata è quella della donazione: “tu ti dai tutto per sempre. L’amore totale, volontario e incondizionato non contempla condizioni (temporali o legate alla contingenza)”. L’amore coniugale, perciò, è “totale, fedele e fecondo”. L’aspetto della fecondità, della maternità e della paternità, sono centrali in Humanae Vitae: Paolo VI parla di “procreazione”, che è cosa diversa dalla “riproduzione”. Procreare significa che i genitori compartecipano consapevolmente con Dio alla creazione, che è una missione altissima.

“Donazione di sé e procreazione – ha proseguito – sono inscindibili dall’atto di unione”: se si ammette la contraccezione, e quindi se si sgancia l’atto di unione dalla sua finalità procreativa, “non si avranno più argomenti per contrastare la fecondazione artificiale, l’infedeltà, la fornicazione, l’aborto, il divorzio, la denatalità, l’omosessualità”. Sta qui il carattere profetico di Humanae Vitae che ha dato il titolo all’incontro.

La diffusione della mentalità contraccettiva non è priva di conseguenze per le stesse donne, in prima battuta. Essa rischia infatti di trasformare l’unione da una “societas di amore” a una unione strumentale finalizzata alla riproduzione, perciò il primo rischio è che l’uomo inizi a considerare la donna uno strumento, un mezzo.

È importante che la Chiesa parli di temi legati alla legge naturale, ha poi precisato p. Carbone rispondendo a una domanda del pubblico, perché essa non è una legge fisica. “La legge morale non è una l’azione conseguente di fenomeni, ma è la ragionevolezza pratica nel cogliere dei beni la cui realizzazione consiste nel perfezionamento dell’uomo. Siccome la Chiesa si occupa di salvare l’uomo, tutto l’uomo, allora si occupa anche di temi legati alla morale naturale”.

Perché la Chiesa oggi parla pochissimo delle vite perdute nella fecondazione artificiale? “Il card. Biffi sosteneva che contro l’insipienza umana siamo disarmati. Si parla d’altro per non guardare la realtà: su 100 embrioni che vengono prodotti in vitro ne arrivano al parto, se va bene, in 6 e gli altri finiscono nel lavandino”.

Padre Carbone ha concluso evidenziando come la stessa Humanae Vitae sia stata contestata, a suo tempo. Alcune Conferenze episcopali la osteggiarono, altre la sostennero. Tra i sostenitori vi furono, ad esempio, i cardinali Albino Luciani e Karol Wojtyla. “In molti uomini di Chiesa però c’è la tendenza alla mondanizzazione, ad andare al passo con il mondo anziché seguire Cristo”.



Lunedì 4 febbraio riprendono gli incontri mensili organizzati dalla Scuola di Cultura Cattolica. Sono diversi i temi che l’associazione guidata da Francesca Meneghetti ha voluto mettere all’ordine del giorno: «rifletteremo su tematiche che hanno animato il dibattito culturale di quest’ultimo periodo – è il commento della Presidente – per la ricorrenza di alcuni anniversari celebrati nell’anno che si è appena concluso».

A dare il via al ciclo di conferenze sarà, lunedì 4 febbraio, il domenicano p. Giorgio Carbone, che rileggerà l’attualità e il valore di Humanae Vitae di Papa Paolo VI, «una delle encicliche più contestate e incomprese della storia della Chiesa, ma quantomai profetica e anticipatrice delle derive dei nostri tempi in tema di vita, sessualità e famiglia». Il riferimento al testo di Papa Montini sarà l’occasione per commentare gli accadimenti che hanno caratterizzato la più recente attualità in materia di tutela della vita (si pensi, ad esempio, a quanto accaduto in questi giorni nello stato di New York, dov’è stato approvato una legge che consente di effettuare l’aborto fino al nono mese di gravidanza, eliminando quindi qualsiasi limite temporale all’età del feto).

Lunedì 4 marzo sarà invece la volta del prof. Sergio Belardinelli, docente di Sociologia all’Università di Bologna e membro della giuria del Premio Internazionale alla Cultura Cattolica, che analizzerà il delicato e dibattuto rapporto tra i mezzi di comunicazione e la loro adesione alla realtà e alla verità dei fatti in un incontro dal titolo “L’uomo, i media, la verità”.

Infine, lunedì 1 aprile, sarà a Bassano Michele Brambilla, giornalista, direttore della Gazzetta di Parma e autore del celebre libro L’eskimo in redazione. Brambilla, la cui conferenza si intitolerà “È vietato vietare. Storia e società di oggi alla luce del ‘68”, rifletterà su quanto della nostra società attuale sia ancora il prodotto dell’impostazione culturale mutuata dagli stravolgimenti vissuti durante il ‘68. «La serata – commenta Francesca Meneghetti – si collegherà alla mostra Vogliamo tutto. 1968-2018, esposta a Bassano del Grappa dal 29 marzo all’8 aprile 2019 a cura di Comunione e Liberazione».

Tutti gli incontri sono aperti al pubblico e si terranno alle ore 20 nella sala congressi dell’Hotel Palladio a Bassano.


È diventata ormai una tradizione consolidata quella della S. Messa ai piedi della Madonna del monte Caina che ogni 1° gennaio viene celebrata da un gruppo sempre più nutrito di amici delle Opere di don Didimo Mantiero.
Così è stato anche martedì, quando diverse decine di persone sono salite - chi a piedi, chi in auto - fino al Caina per iniziare il 2019 invocando la protezione della Madonna di Fatima accompagnati da fra' Dario Zardo.
Un momento significativo che ci ricorda quale dev'essere l'orientamento del nostro cuore durante tutto l'anno.


Clicca qui per vedere il video

Un libro nato dall’esigenza di presentare in modo analitici il magistero di Papa Francesco. Ha spiegato così il giornalista Andrea Tornielli la genesi del volume scritto a quattro mani con Pier Paolo Saleri (dirigente del Movimento Cristiano Lavoratori) e intitolato “Il denaro non governa - Politica, economia e ambiente nel pensiero sociale di Papa Francesco” (Piemme, 178 pp., 17,50 €), presentato a Bassano lunedì 3 dicembre scorso. La Dottrina sociale della Chiesa, questa sconosciuta, verrebbe da dire, visto che lo stesso Pontefice tre anni fa presentando l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium l’ha definita “il quarto segreto di Fatima”.

Si può così constatare che il Pontefice “si inserisce nella tradizione e non dice nulla di diverso dai suoi predecessori”. “Lui ha solo alzato il dito e ha chiesto se è possibile andare avanti con questo sistema politico e finanziario”, ha proseguito il vaticanista. Lo stesso Pio XI, ad esempio, parlava di “imperialismo internazionale del denaro” nell’enciclica Quadragesimo Anno e indicava le vie per uscire dalla terribile crisi del 1929. Il punto è che “viviamo in un tempo in cui al centro del sistema non c’è l’uomo, come dovrebbe essere, ma proprio il denaro, “che è diventato un idolo”. “Una volta la politica poneva degli obiettivi e la finanza cercava le soluzioni – ha concluso – oggi invece è il contrario”. Perciò è lecito “porsi una domanda sul sistema senza limitarsi a dire che è un problema di moralità del singolo”. D’altra parte, lo stesso Giovanni Paolo II parlava di “strutture di peccato”.

Secondo Pier Paolo Saleri c’è anche un problema di comprensione delle parole di Papa Francesco. Nel suo discorso all’ONU del 2015, ad esempio, nei grandi circuiti mediatici “non è passato il centro del suo discorso”, che è andato direttamente ai nodi delle questioni sottolineando la necessità di avere attenzione per i Paesi in via di sviluppo che rischiano di trovarsi “asfissiati” da sistemi creditizi iniqui, spesso creati proprio da “organismi che sono espressione dell’ONU, come il Fondo Monetario Internazionale”. L’approccio del Pontefice è duplice, ha spiegato Saleri: egli non nasconde l’apprezzamento per organizzazioni che dovrebbero avere l’obiettivo di promuovere l’armonia tra le nazioni, ma allo stesso tempo “ha il coraggio di andare al centro delle istituzioni e di richiamarle al loro compito quando si distaccano dalle logiche originarie che le hanno fatte nascere”. E come non notare le parole forti che Francesco ha utilizzato in questi anni condannando la “colonizzazione ideologica” del gender o il dramma dell’aborto.

Il Papa non si è risparmiato nemmeno quando ha parlato di Europa, non esitando a dire che essa “non è libera”. L’economia dell’Europa, ha dichiarato Francesco, “non è limpida, legata al territorio, è liquida. La finanza è il virtuale contro il reale. Siamo caduti nell’ideologia del denaro e ci è caduta anche l’Europa”.

Pagina 1 di 5

2012: doppio anniversario

Il volto più vero - NUOVA EDIZIONE