Il video dell'incontro con i giovani

Martedì 1 e mercoledì 2 marzo una delegazione bassanese è partita alla volta di Roma per partecipare all'udienza generale con Papa Francesco. I ragazzi del Comune dei Giovani, che quest'anno festeggia i 60 anni di vita, hanno organizzato questa due giorni per dare inizio alle celebrazioni per ricordare questo importante compleanno. Un gruppo di più di 70 persone che, oltre a partecipare all'udienza con il Pontefice, ne ha approfittato per visitare il centro di Roma sulle tracce di Maria. Nel pomeriggio di martedì, infatti, l'amico don Paolo Baldo ha fatto da guida in un itinerario in cui le tappe erano le immagini della Madonna protagoniste di un evento prodigioso alla fine del 1700, quando per Roma passarono le truppe napoleoniche: nella Città Eterna in quel periodo le immagini (i quadri e le statue raffiguranti la madre di Gesù che si trovano in moltissimi angoli della città) iniziarono miracolosamente a muovere gli occhi. Questi eventi vennero registrati non solo per le testimonianze dei fedeli, ma dalle autorità civili, che dovettero istruire delle indagini e intervenire a causa dello sconcerto pubblico che ne derivò. Un miracolo che la "Dea Ragione" non poteva spiegare: era questo il modo con il quale la Madonna rispondeva, prendendosi gioco di lui, a Napoleone, che dominava l'Europa facendosi portatore dei valori dell'Illuminismo (la storia è raccontata nel libro Gli occhi di Maria di Rino Cammilleri e Vittorio Messori).
Il 2 marzo l'evento clou, l'udienza con Papa Francesco, che provvidenzialmente nella sua catechesi (qui il testo integrale) ha parlato proprio dell'importanza del rapporto tra generazioni: "è indispensabile il sostegno reciproco tra le generazioni, per decifrare le esperienze e confrontarsi con gli enigmi della vita. In questo lungo tempo, lentamente, viene coltivata anche la qualità spirituale dell’uomo". E ancora: "L’eccesso di velocità, che ormai ossessiona tutti i passaggi della nostra vita, rende ogni esperienza più superficiale e meno 'nutriente'. I giovani sono vittime inconsapevoli di questa scissione fra il tempo dell’orologio, che vuole essere bruciato, e i tempi della vita, che richiedono una giusta “lievitazione”. per questo è fondamentale riscoprire il valore di un tempo più "lento": giovani e adulti devono "legarsi a vicenda per rendere l’esistenza di tutti più ricca in umanità. Ci vuole dialogo fra le generazioni", ha continuato, perché un ragazzo che cresce senza il rapporto con un adulto "cresce male, cresce ammalato, cresce senza riferimenti". "L’eccesso di velocità polverizza la vita, non la rende più intensa. E la saggezza richiede di 'perdere tempo'. Quando tu torni a casa e vedi il tuo figlio, tua figlia bambina e 'perdi tempo', ma questo colloquio è fondamentale per la società". E infine: "In una società dove i vecchi non parlano con i giovani, i giovani non parlano con i vecchi, gli adulti non parlano con i vecchi né con i giovani, è una società sterile, senza futuro, una società che non guarda all’orizzonte ma guarda sé stessa. E diventa sola. Dio ci aiuti a trovare la musica adatta per questa armonizzazione delle diverse età: i piccoli, i vecchi, gli adulti, tutti insieme: una bella sinfonia di dialogo". Parole così in sintonia con la nostra esperienza che quando Papa Francesco, al termine dell'udienza, ha incontrato una piccola delegazione di giovani che gli hanno consegnato i nostri libri e una maglietta del 60° spiegandogli come nel CdG sia fondamentale il rapporto tra giovani e adulti, ha esclamato "è proprio quello che ho detto prima!". E poi, all'uscita, Francesco è stato "catturato" dai tanti giovani con la maglietta bianca che ha riconosciuto e con i quali ha scattato qualche foto. Avvicinandosi, ha esclamato "Bravi, Bravi! Quello che fate è bravo! Andate avanti, coraggio!".
Prima di rientrare a Bassano, i ragazzi hanno celebrato l'inizio della quaresima con una messa con il rito delle ceneri presieduta da mons. Josef Clemens, già segretario personale dell'allora cardinale Joseph Ratzinger e vecchio amico della Scuola di Cultura Cattolica, che nell'omelia ha sottolineato il significato della riconciliazione, tanto più importante in un momento così doloroso a causa del conflitto in corso in Ucraina.