Le opere di don Didimo Mantiero



Venerdì 31 dicembre è mancato mons. Luigi Negri. Mercoledì 5 gennaio, in occasione delle sue esequie, il Centro Studi Livatino ha pubblicato nel suo sito questo intervento della presidente della Scuola di Cultura Cattolica Francesca Meneghetti.

Mons. Luigi Negri è stato un grande amico delle Opere fondate da don Didimo Mantiero a Bassano del Grappa, in particolare della Scuola di Cultura Cattolica. Un’amicizia nata da una passione educativa comune e dallo slancio nel voler tradurre la fede in cultura viva e presente. L’amicizia è durata decenni, durante i quali più volte è venuto a tenere incontri e conferenze (la prima il 4 aprile 1984, con il titolo “Cultura: impegno per l’uomo”). Un suo ciclo di lezioni tenuto a Bassano è stato anche raccolto in un volume pubblicato nel 2008 da Cantagalli e intitolato “Lo stupore di una vita che si rinnova”.

L’amicizia, ma soprattutto il riconoscimento dell’opera di mons. Negri nel panorama culturale cattolico, è quindi sfociata nel conferimento – nel 2013 – del Premio Internazionale medaglia d’oro al merito della Cultura Cattolica. Così da allora anche il suo nome figura nell’elenco di coloro che sono stati testimonianza eccellente nel “fare della fede cultura”, assieme a quello di don Luigi Giussani, il maestro con il quale ebbe il suo incontro folgorante con la fede in Gesù.

Il filosofo Gustavo Bontadini scriveva che «se si spegne il senso della verità, allora occorre chiedersi se non siamo di fronte a una trasformazione antropologica, se non siamo di fronte a uomini che sembrano uomini ma in realtà non lo sono». Riletta oggi, di fronte a questa dichiarazione viene da dire che certamente siamo di fronte a una trasformazione antropologica, perché sempre più sembrano essere le persone che hanno smarrito il senso della verità: quella verità che era una parola tanto cara anche al nostro fondatore don Didimo Mantiero, che ne fece non a caso il fulcro del suo impegno formativo, educativo e culturale. La compagnia di mons. Negri è stata preziosa per tutti noi in questo percorso di ricerca della verità con la ragione sempre aperta al Mistero, nella consapevolezza che l’uomo è una domanda che ad esso tende e nella certezza che la fede non tarpa le ali alla ragione.

Oggi siamo immersi in un contesto in cui la ragione vorrebbe silenziare la fede, ed è una ragione chiusa in se stessa ed ideologizzata. La cultura dominante vorrebbe che la ragione e la fede fossero due universi paralleli che non si incontrano mai e soprattutto vorrebbe che la fede restasse in un angolino il più privato possibile. Ma, come mons. Negri richiamava sempre quando ne aveva l’occasione, la ragione che non sente l’impatto con la fede è come una finestra che resta chiusa sulla realtà. Questo è ciò che con la sua amicizia e con il suo esempio egli ci ha insegnato e per questo ringraziamo la Provvidenza di aver generato nella nostra storia l’incontro con personalità come la sua, sempre coraggiose nell’annuncio della Verità.

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