“Non mi sarei mai aspettato di ricevere questo premio, che non è dato a me quanto a tutta l'esperienza di Russia cristiana. L'esperienza del Samizdat mi ha insegnato quanto sia importante la responsabilità personale, E lo vedo guardando la situazione dell'Italia oggi. Mi auguro che cresca la responsabilità della persona. Se cambia la persona, cambia l'Italia. Non dobbiamo dare la colpa agli altri, ma capire noi cosa possiamo fare per cambiare le cose nella nostra realtà quotidiana, e chiederci quale è la nostra responsabilità.”

 

È stato questo il saluto conclusivo con il quale si è congedato ieri sera padre Romano Scalfi, fondatore di Russia Cristiana, che al Teatro Remondini ha ricevuto il 32° Premio Internazionale Cultura Cattolica

 

L’opera di padre Scalfi, ha commentato in apertura il presidente della Scuola di Cultura Cattolica Andrea Mariotto, “ha reso testimonianza al fatto che l’esigenza di bellezza si colloca dentro ognuno di noi, come l’esigenza di giustizia, di libertà, di bene. E oltre ad aver dimostrato che questa domanda è comune a tutti gli uomini, di tutti i tempi e di tutte le provenienze, padre Scalfi ha anche dimostrato con forza che la novità portata da Cristo ha saputo dare una risposta unica, piena e totale a questa domanda.” Ha ribadito l'importanza dell’iniziativa anche il sindaco di Bassano Riccardo Poletto, che ha ricordato che “il Premio dà alla città un respiro nazionale, europeo e internazionale” e rappresenta uno dei fiori all'occhiello del panorama culturale del nostro territorio.

 

Intervistato dall'ex inviato speciale nelle terre dell'est europeo Luigi Geninazzi, padre Romano Scalfi ha parlato della sua esperienza e della sua storia. “Ai tempi di Stalin, nei censimenti era obbligatorio dire se uno era credente oppure no. Era un grandissimo rischio, e tuttavia la metà della popolazione si dichiarava credente. Anche nel dominio dell'ateismo c'era un forte sentimento religioso. Io rimasi colpito dal fatto che il popolo non aveva perso la fede”, ha esordito spiegando perché avesse scelto proprio la Russia come terra di missione. Attraverso l'opera di Russia cristiana si è diffuso il Samizdat, il circuito di autoeditoria clandestina: “era tutto basato sulla responsabilità personale”, ha commentato. “Marx diceva che le forze produttive determinano la coscienza; il Samizdat ribadiva invece la libertà personale e la centralità della persona nella storia. Il suo scopo non era tanto combattere il comunismo: esso era una falsità della vita, sarebbe caduto da solo”. E ancora: “il problema non era buttare giù il comunismo, ma tirare su persone nuove, una società nuova. Ribadendo la responsabilità personale, ci si chiedeva non tanto di chi fosse la colpa per quella situazione di oppressione da parte del regime, ma che cosa potesse fare ciascuno nel suo ambito per cambiarla.” È stato grande impegno di padre Scalfi nella promozione del dialogo ecumenico. L'unità fra cattolici e ortodossi , ha detto il premiato, ci sarà se “i cattolici saranno sempre più cattolici e gli ortodossi saranno sempre più ortodossi.”
L'ecumenismo, ha concluso, “non è come un negoziato, dove ciascuno cede qualcosa della sua identità. È l'esatto opposto, è la valorizzazione delle proprie identità avendo come unico riferimento Cristo.”



Domani sera, alle ore 20.30 al Teatro Remondini a Bassano verrà consegnato a padre Romano Scalfi - fondatore di Russia Cristiana - il trentaduesimo Premio Internazionale Medaglia d’Ora al Merito della Cultura Cattolica.

Nato a Tione (TN) nel 1923, padre Scalfi ha compiuto il suo primo viaggio in Unione Sovietica nel 1957, iniziando quella grande opera culturale chiamata Russia Cristiana, attraverso la quale l’occidente ha potuto scoprire la bellezza e la ricchezza delle tradizioni culturali e spirituali dell’ortodossia Russa e della liturgia bizantina. Scalfi ha anche dato un grande contributo per la diffusione del samizdat, il circuito di autoeditoria che proliferava clandestinamente nonostante l’oppressione del regime comunista e che ha portato a conoscere alcuni tra i massimi autori russi.

”Padre Scalfi - commenta il presidente della Scuola di Cultura Cattolica Andrea Mariotto - è stato un ‘ponte’ che ha sempre tenuto vivo il dialogo ecumenico tra il polmone occidentale e quello orientale della Chiesa”.

Il premiato arriverà in città nel pomeriggio di domani, e durante la cerimonia si sottoporrà - come tutti i suoi predecessori - ad un’intervista sulla sua vita e sul suo modo di “fare della fede cultura” rispondendo alle domande del giornalista Luigi Geninazzi, storico inviato speciale nei Paesi dell’Europa dell’Est: corrispondente a Varsavia negli anni Ottanta, quindi a Mosca all'inizio degli anni Novanta, è stato testimone diretto delle rivoluzioni democratiche nei Paesi comunisti fin dalla nascita di Solidarnosc.

Saranno presenti alla cerimonia di domani sera numerose autorità civili ed accademiche. Parteciperà il Sindaco di Bassano del Grappa Riccardo Poletto, che ha confermato la rilevanza del Premio per l’intera comunità. “Il Premio Internazionale - ha dichiarato il primo cittadino presentando la manifestazione alla stampa - è certamente una delle più rilevanti iniziative culturali della nostra città, sia per i tanti anni di presenza in città sia per le personalità che, grazie alla Scuola di Cultura Cattolica, sono giunti ai piedi del Grappa.”



Sarà padre Romano Scalfi - fondatore di Russia Cristiana - a ricevere il 32° Premio Internazionale Medaglia d’Ora al Merito della Cultura Cattolica.

La cerimonia di consegna del riconoscimento si terrà VENERDÌ 17 OTTOBRE alle 20.30 presso il Teatro Remondini a Bassano.

Questa mattina, in presenza del sindaco di Bassano del Grappa Riccardo Poletto, si è tenuta la conferenza stampa di annuncio del Premio.

“La città di Bassano - ha esordito il primo cittadino - ha molte iniziative culturali, ed il Premio è certamente una delle più rilevanti, sia per i tanti anni di presenza in città sia per i personaggi che, grazie alla Scuola di Cultura Cattolica, sono venuti a Bassano.”

“La città - continuato Poletto - si fregia di ospitare il Premio sia per l’importanza in sé, sia per la promozione del territorio che viene fatta in occasione della manifestazione, visto che grazie al Premio in molti parlano di Bassano.”

Il presidente della Scuola di Cultura Cattolica Andrea Mariotto ha sintetizzato i motivi per i quali padre Romano Scalfi riceverà il Premio: “innanzitutto per l’opera culturale a cui padre Scalfi ha dato vita, lavorando incessantemente per far conoscere in occidente la bellezza e la ricchezza delle tradizioni culturali e spirituali della Russia e poi per la sua attività missionaria nell’URSS negli anni della dittatura comunista.” Padre Scalfi, ha continuato Mariotto, “ha fatto in modo che, come auspicava Giovanni Paolo II, i due polmoni della Chiesa, quello orientale e quello occidentale, respirassero insieme attraverso il dialogo ecumenico.”

Grazie anche a Russia Cristiana ha avuto voce il samizdat, il circuito di autoeditoria clandestina. Padre Scalfi stesso scriveva che Russia Cristiana (dalla quale sono derivate negli anni molte altre iniziative in altri campi, come il Coro e la Scuola di Iconografia) era “dedicata a colui che ha un cuore cattolico, cioè universale, e che posto di fronte a qualsiasi valore umano non lo può sentire estraneo a se stesso” e voleva dimostrare, negli anni in cui il regime intendeva estirpare dalle coscienze l’idea di Dio, che invece la Chiesa Russa era ancora un’esperienza viva.

Per questa sua fondamentale opera culturale e missionaria, ha concluso Mariotto, “siamo onorati di conferire a padre Scalfi il Premio Internazionale Cultura Cattolica”.

 


È disponibile il video della consegna del XXXI Premio Internazionale Cultura Cattolica a mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa. Per vederlo, basta cliccare qui.


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