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Si è tenuta lunedì 2 marzo la seconda delle tre conferenze organizzate dalla Scuola di Cultura Cattolica in collaborazione con la Fondazione Italiana Europa Popolare sulla Dottrina sociale della Chiesa. Il relatore invitato per affrontare il tema del rapporto tra il magistero e l'impegno sociale e politico era Stefano Fontana, direttore dell'Osservatorio Internazionale cardinale Van Thuân. L’appuntamento è stato l'occasione per presentare un appello politico elaborato dall'Osservatorio nel 2014 intitolato "Un Paese smarrito e la speranza di un popolo”.

"Che l'Italia sia un paese smarrito è chiaro a tutti - ha esordito Fontana - perché siamo in una transizione politica che sembra non finire mai, e per di più inconcludente”. Viviamo in un momento in cui dal punto di vista politico c'è "un presidenzialismo di fatto che ha portato ad avere più governi non eletti dal popolo, un declassamento del Paese a livello internazionale, un allarme educativo dovuto alla pressione dell'ideologia del gender, una magistratura che vuole sostituirsi al Parlamento, la Corte Costituzionale che si inventa il ‘diritto il figlio’.”

Il problema, ha aggiunto Fontana, è che non solo l'Italia è smarrita, ma lo sono anche i cattolici: "esistono ancora cattolici in politica in Italia? C'è una prospettiva politica per i cattolici nel nostro Paese?”. I politici cattolici "sono spariti anche fisicamente dal parlamento" e proprio oggi che “gli attacchi alla famiglia sono ancora più gravi e potenti, la politica tace”. In senso più ampio, ha commentato, “c'è un’incapacità del mondo cattolico di vedere per sé un ruolo pubblico, c'è una sorta di ‘protestantesimizzazione' del mondo cattolico in atto”.

“Se la Chiesa - ha aggiunto - non sa più dire una parola di verità al mondo, è perso il mondo ma è persa anche la Chiesa”. In questi ultimi anni le sfide in politica si sono fatte più pressanti: “la logica del mondo vuole mettere le mani sulla natura umana e mai come oggi la politica si occupa di cose metafisiche.”

Di fronte a tutto questo il mondo cattolico tace. L'obiettivo della cultura dominante, che si estrinseca non solo nelle attività dei governi ma anche delle organizzazioni internazionali, è "distruggere Dio dalla pubblica piazza”. Viene da chiedersi, ha commentato Fontana, “se non si debba tornare a fare ricorso a una obiezione di coscienza radicale, come ai tempi del ‘non expedit’ di Pio IX.”

Quanto alla laicità dello Stato, Fontana ha spiegato che “oggi la laicità coincide con la mancanza di una morale." La concezione vera della laicità, tuttavia, è che la politica è autonoma dalle confessioni, ma non dalla morale: “senza una morale, come si fa a parlare di giustizia? La laicità è l'indipendenza dalla dimensione ecclesiale, ma la politica deve porsi al servizio di una morale che la precede, perché una politica che pensa di farsi da sé è dittatoriale.”



Prosegue lunedì 2 marzo, alle ore 20.30 presso la Sala Martinovich del Centro Giovanile, il ciclo di incontri sulla Dottrina Sociale della Chiesa che la Scuola di Cultura Cattolica di Bassano ha organizzato in collaborazione con la Fondazione Italiana Europa Popolare. "Abbiamo voluto approfondire in tre incontri altrettanti temi (economia, politica e famiglia) e osservarli alla luce del Magistero", spiega il presidente della Scuola, Andrea Mariotto.

Dopo il partecipato incontro con il prof. Stefano Zamagni dell'università di Bologna, lunedì sera sarà la volta del dott. Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina Sociale della Chiesa.

L'incontro prenderà spunto dalla presentazione di un appello che l'Osservatorio ha presentato e che è stato pubblicato dall’editrice Cantagalli. “È una proposta rivolta a tutti ma non su misura per tutti, una proposta che viene dai cattolici ed è rivolta a tutti gli italiani, una proposta “politica” in senso ampio ed alto perché qualcuno si deve prendere la responsabilità di indicare all’Italia un percorso di rinascita”, commenta lo stesso Fontana, che continua: “L’epoca delle proposte frammentate è finita, la fase dei tavoli inconcludenti è terminata, serve una proposta organica perché l’Italia sta smarrendo la propria identità e conosce una paralisi senza precedenti circa il proprio futuro.”

Sussidiarietà, libertà di educazione, solidarietà nel lavoro e nella produzione, riforme istituzionali,  Europa, difesa della famiglia e della vita, immigrazione, crisi demografica sono solo alcuni dei principali nodi del dibattito politico che saranno sul tavolo lunedì sera.

Il ciclo di conferenze si chiuderà lunedì 4 maggio, con l'intervento del professor Stanislaw Grygiel sul tema “La missione della famiglia e le sfide del nostro tempo”.



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Lunedì 2 febbraio si è tenuta la conferenza del prof. Stefano Zamagni, economista professore ordinario dell’Università di Bologna, invitato dalla Scuola di Cultura Cattolica e dalla Fondazione Italiana Europa Popolare per intervenire sul tema “Economia, bene comune e la lezione della Dottrina Sociale della Chiesa”.

Di fronte ad una Sala Martinovich gremita, affiancato dal direttore della Fondazione Italiana Europa Popolare Pietro Giubilo, Zamagni ha esordito sostenendo che oggi, com’è sotto gli occhi di tutti, “l’economia ha soverchiato tutto il resto, basta sfogliare i giornali e vedere quante pagine vi sono dedicate”. Questa situazione è il risultato di un processo che ha portato a un’inversione di compiti tra la politica e l’economia. La seconda, che dovrebbe occuparsi dei “mezzi”, ha sostituito nel suo compito la prima, deputata a stabilire i “fini” di una società, e viceversa. L’inversione di compiti ha di fatto sottoposto la politica all’economia. Il problema, ha detto Zamagni, “è che l’obiettivo dell’economia non è il bene comune, ma l’efficienza di mercato ella massimizzazione del profitto”. Il capitalismo è ha assunto il ruolo di una “nuova religione immanentista”, e la politica si è ridotta a pura procedura, quasi esclusivamente concentrata sulla gestione degli equilibri elettorali: “la democrazia è diventata una mera tecnica di calcolo di maggioranze e minoranze al servizio dell’efficienza, mentre in realtà essa è prima di tutto un insieme di valori”. Da qui è nato ciò che oggi gli studiosi chiamano il post-umanesimo, ossia “il progetto di sostituire Dio con la tecnologia”.

Insieme allo “svuotamento” della democrazia, ha spiegato il professore, i segnali di questa inversione, sono altri tre. Anzitutto “il totalismo dell’impresa”, che vuole tutto dai suoi dipendenti, vuole che essi si dedichino interamente ad essa tralasciando tutte le altre dimensioni della vita sociale. L’effetto più immediato di questo “totalismo” (espressione usata per la prima volta dall’allora cardinale Wojtyla) è la distruzione della famiglia e dei legami sociali. Un secondo segnale importante è “l’aumento scandaloso delle disuguaglianze sociali”. È vero, ha ammesso l’economista, che il capitalismo ha dimostrato di saper produrre ricchezza, ma ha anche dimostrato di non saperla redistribuire. L’ultimo indizio, infine, è “la diminuzione dell’indice aggregato della felicità”, un indicatore statistico che segnala tendenze socialmente preoccupanti come l’aumento del tasso di suicidi, del consumo di psicofarmaci, la diffusione della depressione, l'incremento del consumo di droghe e del tasso di divorzi.

Non poche responsabilità sono in capo agli economisti, ha confessato Zamagni, perché "hanno confuso l’utilità e la ricchezza con la felicità, che dipende però dalle relazioni, non dai beni posseduti”.

In questo scenario, l'economia di mercato può essere ancora un sistema vincente, ma è necessario "fraternizzarla". I francescani, ha raccontato Zamagni, "hanno inventato l'economia di mercato fraternizzante perché avevano a cuore il bene comune”. Per innescare questo processo, all'assunto di Hobbes homo homini lupus bisogna opporre l'assunto dell'economia civile homo homini natura amicus elaborato dall'economista settecentesco Antonio Genovesi. Un uomo naturalmente amico per l’uomo e non “lupo”. "Dobbiamo tornare a umanizzare il mercato. Le relazioni anche economiche devono essere finalizzate alla fraternità”, ha chiosato Zamagni. E ancora: “Il principio di fraternità, se vissuto e creduto, trasforma la realtà, e per questo attaccano i cattolici”. Per cambiare concretamente, "bisogna fare scuola, bisogna organizzare il controcanto, mostrare che facendo impresa in modo fraterno non si perdono quote di mercato, ma si guadagnano. L'imprenditore cristiano dimostra la sua identità così”. E soprattutto, “bisogna divertirsi, ma nel suo vero senso letterale che significa guardare altrove. Bisogna uscire da se stessi per incontrare il volto dell'altro".



Riprenderà lunedì 2 febbraio, presso la Sala Martinovich del Centro Giovanile, il ciclo di incontri sulla Dottrina Sociale della Chiesa che la Scuola di Cultura Cattolica di Bassano ha organizzato in collaborazione con la Fondazione Italiana Europa Popolare. I temi che verranno approfonditi alla luce del Magistero sono legati all’economia, all’impegno socio-politico e alla famiglia. Ad aprire il ciclo sarà lunedì sera alle 20.00 il professor Stefano Zamagni, noto economista dell'Università di Bologna, che sarà ospite a Bassano per un incontro dal titolo “Economia, bene comune e la lezione della Dottrina Sociale della Chiesa”.

«Giovanni XXIII, nell’enciclica Mater et Magistra - commenta il presidente della Scuola di Cultura Cattolica Andrea Mariotto -, sosteneva che la Dottrina Sociale è “parte integrante della concezione cristiana della vita”, è la traduzione nella vita sociale della morale cattolica. Ci dice come deve stare un cristiano nel mondo, che atteggiamento egli debba avere nei confronti della realtà nella sua vita quotidiana.»

«La dottrina sociale - continua Mariotto - ci guida in tutte le dimensioni del nostro agire. È per questo che abbiamo deciso di affrontare tre di queste dimensioni che a noi sembrano particolarmente importanti: l'economia, l'impegno sociale e politico e, infine, la famiglia.»

I due incontri che seguiranno quello con il prof. Zamagni riguarderanno l'impegno sociale e politico e la dimensione della famiglia. A discutere di politica e impegno dei cattolici sarà Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina Sociale della Chiesa, che verrà a Bassano il 2 marzo, mentre il 4 maggio il prof. Stanislaw Grygiel, ordinario di antropologia filosofica al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su Matrimonio e Famiglia interverrà per parlare sul tema “La missione della famiglia e le sfide del nostro tempo”.



È disponibile sul nostro canale YouTube il video della conferenza tenuta lunedì 1 dicembre da don Gabriele Mangiarotti. Per vederlo, cliccate qui.



È possibile anche rivedere la cerimonia durante la quale è stato assegnato il XXXII Premio Internazionale Medaglia d'oro al Merito della Cultura Cattolica a padre Romano Scalfi. Per vederlo, cliccate qui.

Lunedì 1 dicembre alle ore 20.30 presso l’hotel Palladio prenderà il via un ciclo di incontri che la Scuola di Cultura Cattolica di Bassano ha promosso per approfondire il tema della Dottrina Sociale della Chiesa. La rassegna, che prevede quattro incontri e che è organizzata in collaborazione con la Fondazione Italiana Europa Popolare, intenderà approfondire questo grande tema attraverso quattro approfondimenti su argomenti specifici: lunedì sera nella prima conferenza il tema sarà “La sfida di comunicare la fede”, e per sviscerarlo è stato invitato don Gabriele Mangiarotti, fondatore e responsabile del portale CulturaCattolica.it. Sempre più spesso, negli ultimi tempi, ha preso piede la problematica di come la fede possa essere testimoniata autenticamente in un contesto di così radicale cambiamento dei mezzi di comunicazione.

A seguire, nel mese di febbraio il professor Stefano Zamagni dell'Università di Bologna sarà ospite a Bassano per affrontare il complicato tema dell'economia e di come il magistero della Dottrina Sociale della Chiesa risponde alle più stringenti questioni che impattano la vita di tutti giorni, soprattutto in questo momento di crisi economica.

Altri due "focus" con i quali la Scuola di Cultura Cattolica e la Fondazione Italiana Europa Popolare hanno inteso sviluppare il tema della Dottrina Sociale riguarderanno la famiglia e l'impegno socio-politico. Ad occuparsi del primo sarà il prof. Stanislaw Grygiel, ordinario di antropologia filosofica al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su Matrimonio e Famiglia; ad approfondire invece il capitolo relativo all’impegno sociale e politico è stato invitato il giornalista Stefano Fontana, direttore del settimanale triestino Vita Nuova e direttore dell’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina Sociale della Chiesa.


“Non mi sarei mai aspettato di ricevere questo premio, che non è dato a me quanto a tutta l'esperienza di Russia cristiana. L'esperienza del Samizdat mi ha insegnato quanto sia importante la responsabilità personale, E lo vedo guardando la situazione dell'Italia oggi. Mi auguro che cresca la responsabilità della persona. Se cambia la persona, cambia l'Italia. Non dobbiamo dare la colpa agli altri, ma capire noi cosa possiamo fare per cambiare le cose nella nostra realtà quotidiana, e chiederci quale è la nostra responsabilità.”

 

È stato questo il saluto conclusivo con il quale si è congedato ieri sera padre Romano Scalfi, fondatore di Russia Cristiana, che al Teatro Remondini ha ricevuto il 32° Premio Internazionale Cultura Cattolica

 

L’opera di padre Scalfi, ha commentato in apertura il presidente della Scuola di Cultura Cattolica Andrea Mariotto, “ha reso testimonianza al fatto che l’esigenza di bellezza si colloca dentro ognuno di noi, come l’esigenza di giustizia, di libertà, di bene. E oltre ad aver dimostrato che questa domanda è comune a tutti gli uomini, di tutti i tempi e di tutte le provenienze, padre Scalfi ha anche dimostrato con forza che la novità portata da Cristo ha saputo dare una risposta unica, piena e totale a questa domanda.” Ha ribadito l'importanza dell’iniziativa anche il sindaco di Bassano Riccardo Poletto, che ha ricordato che “il Premio dà alla città un respiro nazionale, europeo e internazionale” e rappresenta uno dei fiori all'occhiello del panorama culturale del nostro territorio.

 

Intervistato dall'ex inviato speciale nelle terre dell'est europeo Luigi Geninazzi, padre Romano Scalfi ha parlato della sua esperienza e della sua storia. “Ai tempi di Stalin, nei censimenti era obbligatorio dire se uno era credente oppure no. Era un grandissimo rischio, e tuttavia la metà della popolazione si dichiarava credente. Anche nel dominio dell'ateismo c'era un forte sentimento religioso. Io rimasi colpito dal fatto che il popolo non aveva perso la fede”, ha esordito spiegando perché avesse scelto proprio la Russia come terra di missione. Attraverso l'opera di Russia cristiana si è diffuso il Samizdat, il circuito di autoeditoria clandestina: “era tutto basato sulla responsabilità personale”, ha commentato. “Marx diceva che le forze produttive determinano la coscienza; il Samizdat ribadiva invece la libertà personale e la centralità della persona nella storia. Il suo scopo non era tanto combattere il comunismo: esso era una falsità della vita, sarebbe caduto da solo”. E ancora: “il problema non era buttare giù il comunismo, ma tirare su persone nuove, una società nuova. Ribadendo la responsabilità personale, ci si chiedeva non tanto di chi fosse la colpa per quella situazione di oppressione da parte del regime, ma che cosa potesse fare ciascuno nel suo ambito per cambiarla.” È stato grande impegno di padre Scalfi nella promozione del dialogo ecumenico. L'unità fra cattolici e ortodossi , ha detto il premiato, ci sarà se “i cattolici saranno sempre più cattolici e gli ortodossi saranno sempre più ortodossi.”
L'ecumenismo, ha concluso, “non è come un negoziato, dove ciascuno cede qualcosa della sua identità. È l'esatto opposto, è la valorizzazione delle proprie identità avendo come unico riferimento Cristo.”



Domani sera, alle ore 20.30 al Teatro Remondini a Bassano verrà consegnato a padre Romano Scalfi - fondatore di Russia Cristiana - il trentaduesimo Premio Internazionale Medaglia d’Ora al Merito della Cultura Cattolica.

Nato a Tione (TN) nel 1923, padre Scalfi ha compiuto il suo primo viaggio in Unione Sovietica nel 1957, iniziando quella grande opera culturale chiamata Russia Cristiana, attraverso la quale l’occidente ha potuto scoprire la bellezza e la ricchezza delle tradizioni culturali e spirituali dell’ortodossia Russa e della liturgia bizantina. Scalfi ha anche dato un grande contributo per la diffusione del samizdat, il circuito di autoeditoria che proliferava clandestinamente nonostante l’oppressione del regime comunista e che ha portato a conoscere alcuni tra i massimi autori russi.

”Padre Scalfi - commenta il presidente della Scuola di Cultura Cattolica Andrea Mariotto - è stato un ‘ponte’ che ha sempre tenuto vivo il dialogo ecumenico tra il polmone occidentale e quello orientale della Chiesa”.

Il premiato arriverà in città nel pomeriggio di domani, e durante la cerimonia si sottoporrà - come tutti i suoi predecessori - ad un’intervista sulla sua vita e sul suo modo di “fare della fede cultura” rispondendo alle domande del giornalista Luigi Geninazzi, storico inviato speciale nei Paesi dell’Europa dell’Est: corrispondente a Varsavia negli anni Ottanta, quindi a Mosca all'inizio degli anni Novanta, è stato testimone diretto delle rivoluzioni democratiche nei Paesi comunisti fin dalla nascita di Solidarnosc.

Saranno presenti alla cerimonia di domani sera numerose autorità civili ed accademiche. Parteciperà il Sindaco di Bassano del Grappa Riccardo Poletto, che ha confermato la rilevanza del Premio per l’intera comunità. “Il Premio Internazionale - ha dichiarato il primo cittadino presentando la manifestazione alla stampa - è certamente una delle più rilevanti iniziative culturali della nostra città, sia per i tanti anni di presenza in città sia per le personalità che, grazie alla Scuola di Cultura Cattolica, sono giunti ai piedi del Grappa.”



Sarà padre Romano Scalfi - fondatore di Russia Cristiana - a ricevere il 32° Premio Internazionale Medaglia d’Ora al Merito della Cultura Cattolica.

La cerimonia di consegna del riconoscimento si terrà VENERDÌ 17 OTTOBRE alle 20.30 presso il Teatro Remondini a Bassano.

Questa mattina, in presenza del sindaco di Bassano del Grappa Riccardo Poletto, si è tenuta la conferenza stampa di annuncio del Premio.

“La città di Bassano - ha esordito il primo cittadino - ha molte iniziative culturali, ed il Premio è certamente una delle più rilevanti, sia per i tanti anni di presenza in città sia per i personaggi che, grazie alla Scuola di Cultura Cattolica, sono venuti a Bassano.”

“La città - continuato Poletto - si fregia di ospitare il Premio sia per l’importanza in sé, sia per la promozione del territorio che viene fatta in occasione della manifestazione, visto che grazie al Premio in molti parlano di Bassano.”

Il presidente della Scuola di Cultura Cattolica Andrea Mariotto ha sintetizzato i motivi per i quali padre Romano Scalfi riceverà il Premio: “innanzitutto per l’opera culturale a cui padre Scalfi ha dato vita, lavorando incessantemente per far conoscere in occidente la bellezza e la ricchezza delle tradizioni culturali e spirituali della Russia e poi per la sua attività missionaria nell’URSS negli anni della dittatura comunista.” Padre Scalfi, ha continuato Mariotto, “ha fatto in modo che, come auspicava Giovanni Paolo II, i due polmoni della Chiesa, quello orientale e quello occidentale, respirassero insieme attraverso il dialogo ecumenico.”

Grazie anche a Russia Cristiana ha avuto voce il samizdat, il circuito di autoeditoria clandestina. Padre Scalfi stesso scriveva che Russia Cristiana (dalla quale sono derivate negli anni molte altre iniziative in altri campi, come il Coro e la Scuola di Iconografia) era “dedicata a colui che ha un cuore cattolico, cioè universale, e che posto di fronte a qualsiasi valore umano non lo può sentire estraneo a se stesso” e voleva dimostrare, negli anni in cui il regime intendeva estirpare dalle coscienze l’idea di Dio, che invece la Chiesa Russa era ancora un’esperienza viva.

Per questa sua fondamentale opera culturale e missionaria, ha concluso Mariotto, “siamo onorati di conferire a padre Scalfi il Premio Internazionale Cultura Cattolica”.

 


È disponibile il video della consegna del XXXI Premio Internazionale Cultura Cattolica a mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa. Per vederlo, basta cliccare qui.


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